Primi passi per la creazione di un personaggio

Il motto che deve guidarvi è “Non raccontare, mostra.” Questo significa che, invece di raccontare come sono i personaggi, bisogna permettere loro di rivelarsi attraverso le azioni che compiono. Se dovete comunicare al lettore che il protagonista è scellerato, non scrivete “Era ingiusto e cattivo” ma “Aveva costretto il suo socio in affari a cedergli la sua parte per pochi spiccioli, sotto il ricatto di rivelare al mondo il suo terribile segreto”.

È indispensabile per il lettore farsi un’idea propria del personaggio. Non è lo scrittore che deve suggerirgli cosa pensare. Per esempio, qualcuno potrebbe ammirare il comportamento del nostro personaggio che con un ricatto ha ottenuto il controllo dell’azienda. Quindi, ciò che per noi è “cattivo” per il nostro lettore potrebbe essere “intraprendente”.

Più di una volta mi è capitato, nel confronto con i miei lettori, di sentire che il dottor Kilpatrick – personaggio senza dubbio “cattivo” de La chiave bianca – è stato apprezzato per la sua ambizione e per la determinazione nell’ottenere ciò che voleva, al di là del risultato finale.

Per caratterizzare un personaggio c’è bisogno di stabilire il punto di partenza. Potete prendere ispirazione dalla vita reale, guardatevi intorno, osservate le persone sull’autobus, al lavoro, il vostro vicino di casa, eccetera. Stabilito questo, dovrete caratterizzarlo, dargli, cioè, un’anima, una coscienza, una personalità e questo vale sia per i personaggi positivi, sia per quelli negativi.

Interrogate il vostro personaggio

Ponetevi ora tutte le domande possibili per conoscere i vostri personaggi, pensate a tutto quello che vi serve sapere per farvi un’idea delle persone.

Quanti anni ha?

Come si chiama?

Possiede un’auto? Se sì, quale auto?

Cosa mangia a colazione?

Ha dei fratelli o delle sorelle?

E’ diplomato, laureato o non ha proseguito gli studi dopo la scuola dell’obbligo?

E’ ricco? Povero?

Lavora? Se sì, che lavoro fa?

Gli piace andare al cinema o preferisce un incontro sportivo?

Le domande sono innumerevoli, sta a voi stabilire quali informazioni siano più utili per conoscere il vostro personaggio. Non tutte le informazioni che ricavate devono per forza essere condivise con i lettori, ma è importante che voi siate a conoscenza di ogni aspetto, perché in base a questo potrete far agire il personaggio in modo coerente.

Il personaggio in azione

A questo punto, dopo aver creato un personaggio credibile, completo, interessante, realistico, è il momento di metterlo in azione.

Se, in una biblioteca dove vi sono alcune persone, una ragazza si mettesse a urlare al telefono oppure facesse rumore scartando continuamente caramelle, certamente vi fareste un’idea di che persona sia. Il comportamento di un personaggio ne rivela la personalità, ma non del tutto. Descrivere le azioni è il modo più semplice per caratterizzare un personaggio, se viene svelato che mangia carne e sbandiera in giro di essere vegetariano, allora sapremmo che è un ipocrita; se si presenta al lavoro sempre in ritardo, capiremmo che non è una persona affidabile. Tuttavia, questo non basta per conoscere a fondo il personaggio, abbiamo bisogno di approfondire il suo comportamento tenendo presente alcuni aspetti:

Le motivazioni

Tornando all’esempio della ragazza in biblioteca, della quale vi siete fatti un’idea in base al suo comportamento fuori luogo; se qualcuno vi dicesse che si trova a dover affrontare il dolore per la perdita della madre, che questo dolore le ha causato sbalzi d’umore e un disturbo compulsivo a causa del quale è spinta a mangiare continuamente; ma, nonostante tutto, è lì in biblioteca perché il sogno della madre era di vederla laureata?

Allora ne avreste un’opinione diversa.

Le motivazioni spingono i personaggi ad agire in una certa maniera, e ci rivelano la condizione morale di un certo individuo. Un personaggio non è solo quello che fa, ma anche quello che ha intenzione di fare.

Lo stereotipo

La maggior parte dei personaggi può essere inquadrata in una categoria: un uomo d’affari ambizioso, un adolescente ribelle, una nonna eccentrica, eccetera; ma questa deve essere solo una base di partenza. Avete pensato di inserire nella vostra opera un avvocato burbero, ma con un gran cuore? Allora, dopo esservi posti tutte le domande descritte in precedenza e aver stabilito che si chiama Gaetano Morelli, vive a Pisa e nel tempo libero va a far divertire i bambini negli ospedali, dovete fargli compiere altre azioni non stereotipate (beneficenza a un orfanatrofio) che facciano emergere del tutto la sua personalità, dargli spessore.

Sarà molto utile creare delle schede dettagliate per ogni personaggio. Come farlo? Ve lo spiegherò giovedì prossimo. Vi aspetto!

Ti è stato utile questo articolo? Lasciami un commento, mi sta molto a cuore la tua opinione.

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